📋 In breve I valori normali della glicemia sono 70-100 mg/dL a digiuno e sotto i 140 mg/dL due ore dopo i pasti. Tra 100 e 125 mg/dL a digiuno si parla di alterata glicemia a digiuno (prediabete). Dai 126 mg/dL a digiuno in su, confermati in due prelievi, si pone diagnosi di diabete (linee guida SID-AMD 2025).

Hai aperto il referto e ora cerchi conferma. Sai che la glicemia ha dei valori normali ma non ricordi esattamente quali. Sai che esiste una soglia di pericolo ma non sai se il tuo numero ci sta vicino. Sai che dipende dal momento del prelievo, ma non è chiaro come.

Questo articolo ti dà la tabella aggiornata 2026 con i valori normali della glicemia e ti spiega cosa cambia in ogni fascia. Non è un elenco da bugiardino: è una bussola per leggere il tuo referto con più calma.

Cos’è la glicemia e perché i valori normali contano

La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue in un dato istante. Il glucosio è il principale combustibile delle cellule. Mangi, lo zucchero entra in circolo, il pancreas produce insulina, le cellule lo prendono e lo bruciano. Quando questo meccanismo funziona, la glicemia oscilla in un range stretto , mai troppo bassa, mai troppo alta.

La glicemia non è un numero fisso: è una curva. Si modifica durante la giornata seguendo il ritmo dei pasti, dell’attività fisica, del sonno. È come la marea: ha cicli prevedibili, sale e scende in modo regolare. Per questo non basta un singolo valore per dire “va tutto bene” o “c’è un problema”. Serve vedere il quadro intero.

Per inquadrare i numeri nel contesto italiano: secondo l’Italian Barometer Diabetes Observatory, circa 3,6 milioni di italiani hanno una diagnosi di diabete (8% della popolazione adulta) e altri 1,8 milioni rientrano nella zona del prediabete. Non sei solo a guardare un numero sul referto chiedendoti cosa significhi.

I valori di riferimento ufficiali italiani sono pubblicati dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) e nelle pagine divulgative dell’Istituto Superiore di Sanità , sezione diabete tipo 2.

Il tuo valore di glicemia a digiuno: è normale?

Hai un numero preciso davanti e vuoi sapere subito dove cade. Il prelievo a digiuno è la fotografia classica , la prima cosa che il medico chiede , e per essere valido richiede almeno 8 ore senza calorie (acqua naturale sì, caffè amaro evitalo). Ecco la lettura rapida, secondo gli standard italiani e internazionali:

Glicemia a digiuno (mg/dL)Come si legge
70 – 99Normale
100 – 125Alterata (glicemia a digiuno alterata / pre-diabete)
126 o oltreSoglia del diabete , da confermare con un secondo prelievo

E i numeri che si cercano più spesso, uno per uno:

  • 90 – 95 – 99 → rientri nel normale, tutto a posto.
  • 100 – 105 – 110 → sei appena nella fascia alterata (pre-diabete): non è diabete, ma è il momento di curare dieta e movimento.
  • 112 – 116 – 118 – 120 – 122 – 125 → sempre alterata a digiuno: parlane col medico, spesso si recupera con lo stile di vita.
  • 126 – 130 – 140 → sei sulla o sopra la soglia del diabete: un singolo valore non basta, va confermato.
  • 150 – 180 – 200 e oltre → valore alto: contatta il medico per gli accertamenti.

La regola d’oro: un singolo numero non fa una diagnosi. Le linee guida SID-AMD sono esplicite: la diagnosi di diabete richiede un valore ≥ 126 mg/dL confermato in due prelievi diversi. La glicemia oscilla , una giornata storta, una notte di poco sonno o un’influenza in arrivo possono spostarla di 10-20 mg/dL. Ciò che conta è la conferma su più misurazioni e la fotografia degli ultimi 2-3 mesi data dall’emoglobina glicata. Sarà il medico a mettere insieme i pezzi.

Un’ultima cosa: questi valori valgono a digiuno. Due ore dopo un pasto le soglie cambiano (fino a 140 è normale, oltre 200 indica diabete), ed è un altro esame. Per capire cosa fare quando la glicemia è alta, leggi glicemia alta.

Valori dopo i pasti

Il valore a digiuno è una fotografia, ma da solo non racconta tutto. Una persona può avere la glicemia a digiuno perfettamente normale e avere picchi post-pasto fuori controllo. È come misurare il livello dell’acqua in un fiume solo all’alba: ti perdi tutto quello che succede durante il giorno.

Il riferimento standard è la glicemia 2 ore dopo l’inizio del pasto:

  • Sotto i 140 mg/dL: normale.
  • Tra 140 e 199 mg/dL: ridotta tolleranza al glucosio (IGT). È l’altra forma di prediabete , distinta dall’IFG. Si può avere una sola delle due, o entrambe.
  • 200 mg/dL o più: criterio diagnostico per diabete (specie se associato a sintomi o confermato con OGTT, il test da carico orale di glucosio).

In una persona sana il picco di glicemia post-pasto è intorno ai 60-90 minuti, poi scende. A 2 ore i meccanismi insulinici hanno già “ripulito” la maggior parte del glucosio.

Una novità da conoscere. Nel 2024 l’AMD ha pubblicato un commento sulla curva da carico a 1 ora come strumento diagnostico precoce: valori ≥ 155 mg/dL a un’ora dall’OGTT permetterebbero di identificare il prediabete in anticipo rispetto al test a 2 ore. Non è ancora il criterio standard nei laboratori, ma è una direzione in cui la diagnostica si sta muovendo.

Valori notturni

La notte è il territorio meno studiato dalla maggior parte dei pazienti. Eppure è dove succedono cose interessanti. Tra le 3 e le 5 del mattino il corpo produce naturalmente cortisolo e ormone della crescita, che alzano la glicemia. È il cosiddetto fenomeno dell’alba.

I valori notturni in una persona senza diabete dovrebbero restare grossomodo nel range “a digiuno” (70-100 mg/dL), con piccole oscillazioni fisiologiche. Misurarli direttamente richiede però un glucometro o un sistema di monitoraggio continuo (CGM, continuous glucose monitor) , senza questi strumenti i valori notturni si ricostruiscono guardando la glicemia al risveglio e i sintomi del mattino.

Tre indizi mattutini di cosa è successo di notte:

  • Cuscino sudato o pigiama bagnato al risveglio + mal di testa frontale che si attenua dopo la colazione → possibile ipoglicemia notturna.
  • Glicemia al risveglio sopra i 130-140 mg/dL in chi è in terapia → fenomeno dell’alba o effetto Somogyi (un rimbalzo dopo un’ipoglicemia notturna). Vanno distinti dal medico.
  • Sogni intensi nelle ore prima dell’alba → segnale aspecifico ma da non ignorare se ricorrente.

Per i sintomi della glicemia bassa, leggi glicemia bassa: i sintomi che non vanno mai ignorati.

Glicemia: valori normali per età

Una delle domande più frequenti è se la glicemia abbia valori normali diversi a seconda dell’età. La risposta sorprende molti: negli adulti sani le soglie non cambiano con l’età. Un valore normale a digiuno è sotto 100 mg/dL a 30 anni come a 70.

Quello che cambia non sono le soglie, ma il contorno:

  • Dopo i 50-60 anni la sensibilità all’insulina tende a ridursi e aumenta la probabilità di trovarsi su valori “borderline”. I numeri di riferimento però restano gli stessi.
  • Negli anziani over 70-75 le soglie diagnostiche non cambiano, ma cambiano i target terapeutici: le linee guida AMD-SID 2024 raccomandano obiettivi glicemici meno stringenti negli anziani fragili, per evitare ipoglicemie pericolose che a queste età possono essere più dannose di un’iperglicemia moderata.
  • Nei bambini e adolescenti i valori sono sovrapponibili a quelli dell’adulto, ma la diagnosi di diabete (soprattutto di tipo 1) ha criteri specifici e richiede sempre lo specialista pediatra.
  • In gravidanza i valori soglia sono più stretti: il diabete gestazionale ha criteri specifici, con OGTT a 75 g eseguito tra la 24ª e la 28ª settimana. La gestione è sempre dello specialista ginecologo e diabetologo.

Quando i valori sono “borderline”

È qui che molti pazienti si bloccano. Glicemia 102 mg/dL a digiuno: non è normale, non è diabete. È un numero in mezzo e non sai cosa significhi davvero.

Borderline (la zona 100-125 a digiuno) significa tre cose simultaneamente.

Primo: il rischio di sviluppare diabete tipo 2 nei 5-10 anni successivi è significativo. Le stime variano dal 5% al 10% all’anno a seconda dello studio, più alto in presenza di familiarità diretta, sovrappeso, ipertensione o sedentarietà.

Secondo: la condizione è reversibile. Dieta, attività fisica regolare e , quando indicato dal medico , metformina possono riportare i valori nella norma. Gli studi di prevenzione mostrano riduzioni del rischio fino al 40-50% con modifiche dello stile di vita strutturate.

Terzo: non è ancora una malattia, ma è un segnale. Va preso sul serio senza farsi prendere dall’ansia.

In pratica: se sei in questa zona, il medico ti chiederà di rifare il prelievo a 3-6 mesi, aggiungerà l’HbA1c (emoglobina glicata) e ti darà indicazioni di stile di vita. Se i valori risalgono o se l’HbA1c è sopra 39 mmol/mol (5,7%), l’attenzione si alza e probabilmente entrerai in un percorso di monitoraggio più strutturato presso il tuo centro diabetologico di riferimento.

Cosa fare adesso

  1. Rileggi il tuo referto. Annota valore esatto della glicemia, ora del prelievo e ore di digiuno effettive. Tienili scritti per il confronto futuro.
  2. Se sei in zona “borderline” (100-125 a digiuno), prenota un secondo prelievo a 3-7 giorni di distanza. Chiedi anche HbA1c e glicemia post-prandiale.
  3. Se sei in zona normale ma hai sintomi (sete eccessiva, urinazione frequente, stanchezza ingiustificata), chiedi una glicemia 2 ore dopo i pasti. Il problema spesso si vede lì, non a digiuno.
  4. Dopo i 45-50 anni, anche con valori normali, ricontrolla la glicemia almeno una volta l’anno come parte degli esami di routine.

Domande frequenti sui valori normali della glicemia

Quanto deve essere la glicemia a digiuno per essere normale? La glicemia a digiuno è normale sotto i 100 mg/dL (con almeno 8 ore di digiuno). Tra 100 e 125 mg/dL si parla di alterata glicemia a digiuno, una forma di prediabete. Da 126 mg/dL in su, confermato in due prelievi distinti, si pone diagnosi di diabete.

Quali sono i valori normali della glicemia dopo i pasti? Due ore dopo l’inizio del pasto, la glicemia è normale sotto i 140 mg/dL. Tra 140 e 199 mg/dL si parla di ridotta tolleranza al glucosio (prediabete); a 200 mg/dL o più si entra nel criterio diagnostico per diabete.

I valori normali della glicemia cambiano con l’età? No: negli adulti sani le soglie non cambiano con l’età. Cambiano i target terapeutici negli anziani fragili (meno stringenti per evitare ipoglicemie) e i criteri in gravidanza e in età pediatrica, ma i valori di riferimento a digiuno restano gli stessi.

La glicemia a 100 o 110 a digiuno è normale? Un valore di 100-110 mg/dL a digiuno non è più nella norma piena ma non è diabete: rientra nell’alterata glicemia a digiuno (prediabete). È un segnale di attenzione, reversibile con stile di vita, da riverificare con un secondo prelievo e l’emoglobina glicata.

Quante volte va confermato un valore alterato? Un singolo valore non basta per la diagnosi. Le linee guida SID-AMD richiedono la conferma in due prelievi distinti, perché un’infezione, lo stress o una notte insonne possono spostare il valore di 10-20 mg/dL.

Cos’è l’OGTT e quando si fa? L’OGTT è il test da carico orale di glucosio: si misura la glicemia prima e dopo l’assunzione di 75 g di glucosio. Serve a chiarire i casi dubbi e si usa, per esempio, nello screening del diabete gestazionale tra la 24ª e la 28ª settimana.

La glicemia 126 a digiuno significa già diabete?
126 mg/dL è la soglia diagnostica, ma un singolo valore non basta: serve la conferma in un secondo prelievo (o con l’emoglobina glicata). Quindi un 126 isolato è un forte segnale da approfondire col medico, non ancora una diagnosi fatta.

Glicemia 118 o 120 a digiuno: devo preoccuparmi?
Sono valori nella fascia dell’alterata glicemia a digiuno (prediabete), non ancora diabete. Non sono un’emergenza, ma un avviso: dieta, movimento e un controllo con il medico sono la risposta giusta.

Glicemia 130 o 140 a digiuno: cosa faccio?
Sono valori sopra la soglia dei 126: vanno riferiti al medico e confermati con un secondo esame. Non modificare nulla da solo , il medico stabilirà gli accertamenti e i passi successivi.


Disclaimer medico. Le informazioni in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. Se hai valori alterati o dubbi ricorrenti, parla con il tuo medico di base prima di prendere decisioni sulla dieta o sulla terapia. Articolo redatto dal Dott. Cavallo, farmacista iscritto all’Ordine dei Farmacisti di Matera.

Fonti: AMD-SID , Linee guida diagnosi e terapia diabete 2024-2025 · ISS , ISSalute: Diabete di Tipo 2 · AMD , Glicemia a 1 ora dopo OGTT (2024).

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Dott. Giovanni Cavallo

FARMACISTA Ordine dei Farmacisti di Matera, n. 735

Farmacista, iscritto all'Ordine dei Farmacisti di Matera n. 735 . Da anni dall'altra parte del banco: quella in cui le persone arrivano con un referto in mano e la domanda che non hanno osato fare al medico. Ha fondato Clinicys per dare a quella domanda il tempo e le parole che merita. Tutti i contenuti del sito sono scritti o revisionati da lui.

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