📋 In breve L’emoglobina glicata (HbA1c) misura la percentuale di emoglobina legata al glucosio nel sangue negli ultimi 2–3 mesi — non nel momento del prelievo. Valori sotto 39 mmol/mol (5,7%) sono normali; tra 39 e 47 mmol/mol (5,7–6,4%) indicano prediabete; 48 mmol/mol (6,5%) o più è uno dei criteri diagnostici del diabete secondo le linee guida AMD–SID 2024. Il target non è uguale per tutti — dipende dall’età, dalla durata della malattia e dalla terapia.
Apri il referto. Sotto la glicemia c’è una sigla che a colpo d’occhio sembra un codice: HbA1c. Accanto, due numeri: 41 mmol/mol e 5,9%. Due unità di misura diverse, uno stesso valore. Cosa significa? Perché ci sono due numeri? E soprattutto: cosa racconta davvero questo esame?
L’emoglobina glicata è l’esame che il diabetologo guarda con più attenzione — più della glicemia del singolo giorno. Vale la pena capirlo bene.
Emoglobina glicata cos’è (spiegata in una frase)
L’emoglobina glicata è la percentuale di emoglobina presente nei tuoi globuli rossi che si è legata in modo stabile al glucosio nel corso degli ultimi 2–3 mesi. Più alta è stata la tua glicemia media negli ultimi 90 giorni, più alta sarà questa percentuale.
L’emoglobina è la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue. Quando nel sangue c’è glucosio in eccesso, una parte si lega in modo permanente all’emoglobina — un legame che dura per tutta la vita del globulo rosso, circa 120 giorni. Misurando quanta emoglobina è glicata si ottiene una fotografia retroattiva degli ultimi 2–3 mesi.
La differenza con la glicemia del momento
La glicemia è una fotografia istantanea. L’HbA1c è un film delle ultime 12 settimane.
La glicemia di stamattina può essere 95 mg/dL — perfettamente normale — ma se nelle 12 settimane precedenti hai oscillato spesso sui 180–200 dopo i pasti, l’HbA1c lo segnerà. Per questo i diabetologi non si fidano mai di una sola misurazione del giorno: vogliono vedere il quadro lungo. È come la scatola nera di un aereo — non ti dice cosa è successo nell’ultima ora, ti dice come è andato tutto il volo.
Se vuoi capire come si interpreta la glicemia del singolo prelievo, leggi glicemia valori normali e glicemia alta: cosa fare.
Le due unità di misura: % e mmol/mol
Storicamente l’HbA1c si è espressa in percentuale (es. 6,5%). Dal 2009 l’IFCC ha introdotto un sistema più preciso in millimoli per mole (mmol/mol). Oggi i laboratori italiani riportano entrambe le unità per non disorientare nessuno.
Tabella di conversione:
| % | mmol/mol | Interpretazione |
|---|---|---|
| 5,7% | 39 | Limite superiore della norma |
| 6,0% | 42 | Prediabete |
| 6,5% | 48 | Soglia diagnostica diabete |
| 7,0% | 53 | Target per molti adulti con diabete |
| 7,5% | 58 | Accettabile in pazienti fragili |
| 8,0% | 64 | Sopra target — da discutere con il medico |
La formula esatta è: mmol/mol = (% − 2,15) × 10,929. In pratica nessuno la usa: si guarda la tabella sul referto.
Il target HbA1c per età: non è uguale per tutti
Le linee guida AMD–SID 2024 raccomandano un approccio personalizzato. Il numero da raggiungere dipende da chi sei, non solo da cosa dice il referto.
Adulti sani con diabete tipo 2, buone condizioni generali: target sotto 53 mmol/mol (7,0%). In alcuni casi — giovane età, breve durata di malattia, nessuna complicanza — si punta sotto 48 mmol/mol (6,5%).
Adulti anziani con comorbidità, fragilità o decadimento cognitivo: target 58–64 mmol/mol (7,5–8,0%). L’obiettivo non è “il numero più basso possibile” — è evitare ipoglicemie pericolose che a queste età possono essere più dannose di un’iperglicemia moderata.
Donne in gravidanza con diabete pregestazionale: target più stretto, generalmente sotto 42–48 mmol/mol (6,0–6,5%), gestito dallo specialista.
Il target giusto per te è una conversazione con il tuo diabetologo. Le linee guida danno la cornice, la scelta è clinica e individuale.
Cosa fa salire l’HbA1c (e cosa non la muove affatto)
L’HbA1c sale quando la glicemia media degli ultimi 2–3 mesi è stata alta. I fattori principali: alimentazione ricca di zuccheri e carboidrati raffinati con poco movimento; scarsa aderenza alla terapia (saltare la metformina, dimenticare l’insulina); stress cronico che mantiene alti cortisolo e adrenalina; infezioni croniche o infiammazione sistemica; cortisonici prolungati.
Quello che non la fa salire, contrariamente a quanto molti pensano:
- Un singolo pasto abbondante — impatta la glicemia per 2–3 ore, non la media di tre mesi.
- Un giorno particolarmente stressante.
- Una notte di poco sonno.
Alcune condizioni cliniche possono falsare il valore, alterando il turnover dei globuli rossi: anemie emolitiche, talassemie, emoglobinopatie, recenti emorragie o trasfusioni, gravidanza. In questi casi il diabetologo usa altri parametri — fruttosamina o monitoraggio continuo del glucosio (CGM).
L’errore più comune nell’interpretarla
L’errore più frequente è guardare l’HbA1c da sola, senza il quadro completo.
Esempio 1. HbA1c 52 mmol/mol. Sembra “appena sopra il limite”, quindi rassicurante. Ma se è la media tra una glicemia mattutina di 70 e picchi post-pasto di 220, il problema è la variabilità glicemica — un fattore di rischio cardiovascolare autonomo. Una buona HbA1c con oscillazioni ampie non equivale a una buona HbA1c con oscillazioni piatte.
Esempio 2. HbA1c 55 mmol/mol stabile da anni in un anziano fragile con cardiopatia. Un approccio rigido spingerebbe a scendere a 48. Le linee guida 2024 dicono invece che, in quel paziente, scendere troppo aumenta il rischio di ipoglicemie pericolose. 55 può essere il target giusto per lui.
Il numero ha senso solo dentro la storia clinica della persona — non in astratto.
⚡ Questa settimana — 4 azioni concrete
- Recupera il tuo ultimo valore HbA1c e scrivilo da qualche parte: te lo chiederà ogni medico nei prossimi controlli.
- Chiedi al diabetologo qual è il tuo target alla prossima visita — se non te lo ha mai detto esplicitamente, chiedilo adesso.
- Pianifica il prossimo controllo: ogni 3–4 mesi se sei in terapia, ogni 6 mesi se sei in monitoraggio per prediabete.
- Se l’HbA1c è alta ma la glicemia mattutina è normale, chiedi al medico una glicemia post-prandiale o un monitoraggio continuo del glucosio (CGM) — la variabilità nascosta si vede lì.
Domande frequenti
Cos’è l’emoglobina glicata e a cosa serve? L’emoglobina glicata (HbA1c) è un esame del sangue che misura la percentuale di emoglobina legata al glucosio negli ultimi 2–3 mesi. A differenza della glicemia, che cambia ora per ora, l’HbA1c dà una visione della glicemia media nel tempo ed è usata per diagnosticare il diabete, valutare l’efficacia della terapia e monitorare il rischio di complicanze.
Quanto deve essere l’emoglobina glicata nella norma? Sotto 39 mmol/mol (5,7%) è considerata normale. Tra 39 e 47 mmol/mol (5,7–6,4%) indica prediabete. A 48 mmol/mol (6,5%) o più si parla di diabete, secondo i criteri diagnostici delle linee guida AMD–SID 2024. Il target terapeutico per chi ha già il diabete varia in base all’età e alle condizioni cliniche.
Ogni quanto si fa l’esame dell’emoglobina glicata? Per chi è in terapia per il diabete: ogni 3–4 mesi, per monitorare l’efficacia del trattamento. Per chi è in sorveglianza per prediabete: ogni 6 mesi. Per lo screening in chi ha fattori di rischio: almeno una volta all’anno.
L’emoglobina glicata si fa a digiuno? No. A differenza della glicemia a digiuno, l’HbA1c può essere misurata in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dai pasti. Riflette i 2–3 mesi precedenti, non il momento del prelievo.
Cosa fare per abbassare l’emoglobina glicata? Abbassare la glicemia media degli ultimi mesi. Le leve principali sono: aderenza alla terapia ipoglicemizzante, riduzione di zuccheri e carboidrati raffinati, attività fisica regolare (anche camminare 30 minuti al giorno ha effetto misurabile), e — se presente — trattamento dello stress cronico. I cambiamenti nella HbA1c si vedono dopo 3 mesi, non settimane.
L’emoglobina glicata può essere falsa? Sì, in alcune condizioni. Anemie emolitiche, talassemie, emoglobinopatie, recenti trasfusioni o emorragie possono alterare il valore. In questi casi il diabetologo usa parametri alternativi come la fruttosamina o il monitoraggio continuo del glucosio (CGM).
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. I contenuti sono stati revisionati dal Dott. Cavallo, Farmacista iscritto all’Ordine dei Farmacisti di Matera. Le informazioni riportate si basano sulle linee guida e sulla letteratura scientifica citate nelle fonti. Poiché le raccomandazioni cliniche possono variare in base alla situazione individuale e vengono aggiornate nel tempo, in caso di dubbi sulla tua terapia o sul tuo stato di salute rivolgiti sempre al tuo medico o farmacista di fiducia.
Fonti:
- AMD–SID. Standard Italiani per la Cura del Diabete Mellito 2023–2024.
- Istituto Superiore di Sanità. Emoglobina glicata — ISSalute.
- American Diabetes Association. Standards of Medical Care in Diabetes 2024 — Section 6. Diabetes Care. 2024;47(Suppl 1).
- Nathan DM, Kuenen J, Borg R, et al. Translating the A1C assay into estimated average glucose values. Diabetes Care. 2008;31(8):1473–8.
- International Expert Committee. Report on the role of the A1C assay in the diagnosis of diabetes. Diabetes Care. 2009;32(7):1327–34.
Articolo revisionato da Dott. Cavallo, Farmacista — Ordine dei Farmacisti di Matera.